I. Contenuto dell'accordo fondamentale e termini chiave
Il 27 luglio 2025, gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno raggiunto un accordo quadro, che stabilisce che le esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti applicheranno uniformemente un'aliquota tariffaria di riferimento del 15% (escluse le tariffe sovrapposte esistenti), evitando con successo la tariffa punitiva del 30% originariamente prevista per il 1° agosto. L'accordo riguarda la maggior parte dei beni industriali, comprese le automobili, ma implementa un sistema tariffario differenziato:
I prodotti in acciaio e alluminio mantengono una tariffa elevata del 50% (per passare in futuro a un sistema di quote);
Categorie chiave come aeromobili e componenti, apparecchiature per semiconduttori e prodotti agricoli selezionati beneficiano di reciprocità senza dazi doganali.
L'UE si è inoltre impegnata ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia dagli Stati Uniti (GNL e combustibile nucleare) in tre anni, aggiungendo 600 miliardi di dollari di investimenti statunitensi e aprendo completamente i suoi mercati industriali agli Stati Uniti.
II. Fattori trainanti della negoziazione ed essenza dello scambio
Questo accordo è fondamentalmente una scommessa politica in cui gli Stati Uniti hanno sfruttato le minacce tariffarie per ottenere concessioni strategiche dall'UE. Spinta dal deficit commerciale di 235 miliardi di dollari tra Stati Uniti e UE nel 2024, l'amministrazione Trump ha minacciato dazi del 50% a maggio per fare pressione sui negoziati, costringendo l'UE a un compromesso prima della scadenza del 1° agosto. L'UE ha scambiato acquisti di energia (sostituendo la dipendenza russa), ampliato gli appalti militari e concesso concessioni sugli investimenti al 15% (migliore del 30% ma ben al di sotto del suo obiettivo di zero dazi), mentre gli Stati Uniti hanno protetto le industrie chiave attraverso liste di dazi zero. Permangono disaccordi sui dazi per beni come alcolici e farmaci generici, con i dazi sui semiconduttori e sui prodotti farmaceutici che saranno determinati separatamente in base ai risultati dell'indagine ai sensi della Sezione 232 entro due settimane.
III. Impatto successivo e potenziali rischi
Pur allentando temporaneamente le tensioni commerciali, l'accordo semina tre grandi rischi:
Incertezza nell'attuazione: l'ambiguità nell'ambito dei prodotti a tariffa zero e nelle transizioni delle quote dell'acciaio può innescare controversie;
Shock industriale: la tariffa del 15% aumenterà i costi per le case automobilistiche europee (in precedenza in media dell'1,2%), erodendo la competitività dei prezzi per le PMI;
Reazione a catena: l'alleanza tariffaria tra Stati Uniti e Unione Europea potrebbe accelerare la frammentazione del commercio globale, esercitando pressioni in particolare sulla Cina e sulle economie dell'area Asia-Pacifico (Taiwan, Corea del Sud, India, Vietnam) che si trovano ad affrontare i negoziati tariffari tra Stati Uniti e Cina del 12 agosto. I critici europei condannano l'accordo, definendolo un riflesso della "disuguaglianza tra Stati Uniti e Unione Europea", con il potenziale indebolimento della fiducia economica transatlantica a lungo termine.
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Data di pubblicazione: 30-lug-2025
